Ascolto del minore, Funzione psicologica in ambito giuridico

Audizione Protetta – Aspetti critici della funzione psicologica in ambito penale

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Lo psicologo giuridico sta assumendo una valenza sempre più pregnante all’interno del sistema processuale anche se, per la complessità del contesto, si trova a far fronte a numerose difficoltà.

Sia che operi in ambito civile in qualità di CTU (Consulente Tecnico di Ufficio), sia che intervenga nel contesto penale in qualità di Perito, egli può essere definito l’esperto incaricato dal Giudice ad esprimere un parere tecnico in merito a questioni inerenti una determinata causa processuale.

La specificità del contesto in cui lo psicologo si trova ad operare e conseguentemente le funzioni che esso si trova ad assumere richiedono, da un lato, specifiche competenze cliniche, dall’altro, la conoscenza del sistema processuale e la capacità di salvaguardare la propria autonomia professionale da eventuali “interferenze” esterne ed interne.

Obiettivo del lavoro, (a cui si rimanda integralmente tramite il link corelato di seguito), è quello di evidenziare le specificità della funzione psicologica in ambito giuridico, con particolare riguardo alle dinamiche collusive presenti nel contesto relazionale in cui si colloca l’intervento peritale. Le dinamiche collusive, cioè le simbolizzazioni affettive del contesto da parte di chi partecipa al contesto stesso, sono naturalmente presenti in qualsiasi relazione e devono essere oggetto di analisi da parte dello psicologo in quanto, in un contesto delicato come quello giuridico, possono inficiare, se non elaborate, le valutazioni che egli è chiamato a svolgere e, di conseguenza, anche la sentenza emessa dal Giudice.

Una delle criticità insite nel ruolo dello psicologo forense, infatti, è quello relativo alla costruzione di una committenza da parte del cliente che, essendo obbligato a partecipare all’intervento dell’esperto, non ha una domanda esplicita e dunque una motivazione intrinseca a partecipare all’intervento proposto.

All’interno di questa cornice ci soffermeremo sul contesto penale e in particolare sul tema dell’ascolto del minore in audizione protetta in caso di maltrattamento e abuso, ambito rispetto al quale si fanno ancora più cogenti le dimensioni critiche su esposte, in quanto il minore, oltre a non avere una domanda nei confronti dell’esperto, si rivela un soggetto maggiormente debole, nei confronti del quale lo psicologo è tenuto a porre in essere delle specifiche accortezze metodologiche, al fine di garantirne i diritti e impedire la “vittimizzazione secondaria” che il procedimento giudiziario, e tutto ciò a cui espone, potrebbe indurre.

Aspetti critici della funzione psicologica in ambito penale

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